Chi era Socrate?
Socrate nacque ad Atene nel 469 a.C. A differenza di altri filosofi, non scrisse mai nulla perché credeva che la filosofia fosse un dialogo vivo tra persone. Tutto ciò che sappiamo di lui lo dobbiamo ai suoi allievi, soprattutto a Platone.
Il metodo di Socrate: La ricerca della verità
Socrate non voleva "insegnare" verità pronte, ma voleva aiutare le persone a trovarle dentro di sé. Per farlo usava un metodo diviso in due parti:
1. L’ironia (Il "So di non sapere"): Socrate iniziava i dialoghi dicendo di non sapere nulla. Facendo finta di essere ignorante, faceva domande ai suoi interlocutori finché questi non si rendevano conto che le loro certezze erano sbagliate. Ammettere di non sapere è il primo passo per imparare.
2. La Maieutica (L'arte di far partorire): Socrate diceva di essere come una "ostetrica" (sua madre lo era di mestiere). Come l'ostetrica aiuta a far nascere i bambini, Socrate aiutava le anime a "partorire" la verità che avevano già dentro. Attraverso domande giuste, guidava le persone a ragionare con la propria testa.
Il Processo e la Morte
Socrate era una figura scomoda per i potenti di Atene perché insegnava ai giovani a farsi domande e a non obbedire ciecamente alle tradizioni. Nel 399 a.C. fu portato in tribunale con due accuse gravissime:
• Empietà: non credere agli dei della città.
• Corruzione dei giovani: spingerli a criticare il sistema.
Perché accettò la morte?
Anche se i suoi amici avevano organizzato una fuga, Socrate scelse di restare in carcere e morire bevendo la cicuta (un veleno). Scelse di morire per due motivi:
1. Rispetto delle leggi: Egli sosteneva che, se aveva vissuto tutta la vita protetto dalle leggi di Atene, non poteva infrangerle proprio alla fine solo per salvarsi.
2. Coerenza: Fuggire avrebbe significato ammettere che la sua filosofia era falsa. Preferì morire da uomo libero e giusto piuttosto che vivere fuggendo.
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