La cosmologia e il fondamento delle leggi
L'origine dell'Universo e lo Stato: Il pensiero di Platone
Nelle sue ultime opere, Platone cerca di spiegare come è nato l'universo e come dovrebbe essere organizzata una società giusta. Il punto di unione tra questi due temi è l'idea di ordine: come il mondo naturale segue delle regole armoniose, così anche l'uomo deve vivere secondo leggi precise.
La nascita del mondo: Il mito del Demiurgo
Nel dialogo intitolato Timeo, Platone racconta l'origine del cosmo attraverso un mito. All'inizio esisteva solo il caos, una materia disordinata e senza forma. A un certo punto interviene il Demiurgo, una sorta di "divino artigiano" buono e intelligente. Il Demiurgo non è un creatore nel senso religioso del termine (non crea dal nulla), ma è un modellatore: prende la materia caotica e le dà ordine guardando al mondo perfetto delle Idee.
Per rendere il mondo vivo e armonioso, il Demiurgo crea l'Anima del mondo, una forza invisibile che avvolge l'universo e lo guida con intelligenza. Inoltre, per rendere il mondo fisico simile a quello eterno delle Idee, crea il tempo, che Platone definisce come "un'immagine mobile dell'eternità". Per aiutarci a misurare questo tempo e a capire l'ordine divino, il Demiurgo ha creato gli astri e i pianeti, che con i loro movimenti regolari fungono da "orologio del mondo".
L'uomo e la legge: Il mito dei fili
Passando alla politica, nell'opera intitolata Leggi, Platone diventa più realistico rispetto al passato. Se nella Repubblica sognava uno Stato ideale guidato dai filosofi, qui riconosce che gli esseri umani sono fragili e spesso dominati dalle passioni.
Per spiegare questa condizione, usa la metafora della marionetta: ogni uomo è come un burattino tirato da molti fili diversi. Alcuni fili sono di ferro, rigidi e pesanti (rappresentano le passioni e gli istinti bassi), mentre uno solo è il filo d'oro, quello della ragione. Il compito del cittadino è seguire sempre il filo d'oro, che corrisponde alla legge dello Stato.
Lo Stato ordinato e le leggi
Nelle Leggi, Platone propone una città molto rigida, quasi come una "città-fortezza". Qui la legge non serve solo a punire chi sbaglia, ma ha soprattutto una funzione educativa: deve insegnare ai cittadini, fin da piccoli, a comportarsi bene e a diventare virtuosi.
A differenza della sua opera precedente, qui Platone ammette l'importanza della famiglia e della proprietà privata, ma tutto deve essere controllato rigorosamente dallo Stato per evitare conflitti tra ricchi e poveri. Infine, stabilisce che al di sopra di tutti ci debba essere un consiglio di persone sagge, chiamate "Custodi della legge", che hanno il compito di vigilare affinché le regole siano rispettate da tutti, governanti compresi. In questo modo, la legge diventa la "regina" della vita pubblica, garantendo l'armonia e la giustizia.
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