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I sofisti

  I Sofisti: La Rivoluzione Umanistica nella Filosofia




I Sofisti rappresentano una svolta fondamentale nella filosofia greca, spostando il centro dell'indagine dalla Natura (la physis) all'Uomo e alla Società.

I. Chi sono i Sofisti?

• Insegnamento a Pagamento: I Sofisti erano insegnanti itineranti, spesso di grande successo, che insegnavano a pagamento. Diventarono dei professionisti del sapere, offrendo un "bagaglio culturale indispensabile per emergere nella polis".

• Significato del Termine: Il termine sophistès (da sophos, sapiente) ha assunto storicamente un'accezione negativa (esaltata da Platone e Aristotele), ma originariamente indicava semplicemente un "esperto" o un "sapiente".

II. Il Progetto Educativo e la Nuova Virtù

• Contesto e Obiettivo: I Sofisti operano nell'Atene democratica del V secolo a.C., in un ambiente che valorizza la discussione e l'abilità oratoria. Il loro obiettivo era fornire ai giovani un sapere pratico e operativo, orientato al successo e alla riorganizzazione della vita individuale e sociale.

• La Nuova Virtù (Aretè): La virtù non è più vista come una predisposizione spirituale o guerriera riservata alla classe aristocratica, ma come la capacità di vivere in società (la politike aretè). Questa virtù si apprende e si insegna.

• La Retorica: La retorica (o tecnica del linguaggio) diventa la disciplina fondamentale. Insegna a discutere, a parlare in pubblico e a rappresentare i propri interessi, rendendo gli allievi capaci di "convincere gli altri della propria idea".

• Politica come "Tecnica di Tutte le Tecniche": La politica è intesa come una techne (tecnica) che mira a indirizzare le azioni dei cittadini verso il benessere generale della società, fondamento della democrazia.

 Protágora e il Relativismo

Protágora è il massimo esponente del movimento sofistico.

• Il Relativismo Umanistico: La sua dottrina fondamentale è riassunta nella celebre frase: "L'uomo è misura di tutte le cose" (il cosiddetto "Homo-mensura").

• Interpretazione: Questa frase significa che la validità della conoscenza, dei valori morali e delle credenze è relativa all'individuo (soggetto) e al contesto culturale/sociale (umanità).

• Nessuna Verità Assoluta: Non esiste una verità assoluta e oggettiva, ma un insieme di opinioni; ciò che è bene e vero è determinato da ciò che è utile e conveniente per l'individuo o per la comunità in un dato contesto.

• Il Potere della Parola: Poiché non esiste una verità assoluta, la parola (il linguaggio) diventa lo strumento fondamentale per confrontare i pareri e raggiungere un'opinione condivisa (consenso) che sia utile. L'obiettivo del Sofista è rendere "più forte l'argomento più debole" (Antilogia), per far prevalere la tesi più utile alla comunità.

 Gòrgia e il Nichilismo

Gòrgia sviluppa una dottrina radicale che lo avvicina al nichilismo.

• La Visione Nichilistica: La sua tesi si articola in tre punti fondamentali (una frattura con la logica naturalista):

1. "Non esiste l'essere": Nulla esiste.

2. "Se anche esistesse non potremmo conoscerlo": Se qualcosa esistesse, non sarebbe conoscibile.

3. "Se anche fosse conosciuto non potremmo comunicare l'essere attraverso la parola": Se fosse conoscibile, non sarebbe comunicabile.

• Il Potere Illusorio della Parola: Gòrgia enfatizza la forza persuasiva della parola (come una "forza ammaliatrice"). Il linguaggio non rappresenta la verità, ma è uno strumento per persuadere l'ascoltatore, incantando e dominando gli uomini.

• Esempio di Elena: Il mito di Elena di Troia è usato per dimostrare che, anche se colpevole, la sua azione fu il risultato della forza delle parole (o della passione), e non del libero arbitrio, rendendola innocente.

 I Sofisti Minori

• Prodico (L'Arte dei Sinonimi): Concentra l'indagine sul linguaggio, cercando la differenza di significato tra i vocaboli (sinonimi). Riteneva che il linguaggio fosse di origine convenzionale.

• Ippia, Antifonte e Trasímaco (Il Tema delle Leggi): Affrontano la relazione tra nomos (legge positiva) e physis (natura):

• Ippia e Antifonte: Sostenevano la superiorità della legge di natura (tutti gli uomini sono uguali per natura) rispetto alle leggi positive (il nomos), che spesso sono arbitrarie e causa di disuguaglianza.

• Trasímaco: Sosteneva che la legge (il nomos) è l'espressione della volontà del gruppo dominante e serve unicamente a garantire i propri interessi, non l'universale giustizia.


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